Lettera aperta indirizzata a tutti gli amici di Alchimia: iscritti e non iscritti

Cari tutti,

mi accingo a comunicare alcune mie riflessioni che vogliono costituire l’inizio di un confronto civile e aperto tra i soci, i familiari, i pazienti e tutti coloro i quali collaborano con l’associazione.

Per questo occorre, preliminarmente, precisare alcuni punti fondamentali.

Alchimia è nata per volontà di alcuni operatori e pazienti del CSM di Frascati, cui in seguito si sono aggiunti i familiari e i comuni cittadini. Questi elementi sono fondamentali e il venir meno anche di uno solo di questi profili identitari, snaturerebbe la sostanza stessa di Alchimia la quale non può essere considerata esclusivamente una sorta di “difensore civico” delle persone con problemi di salute mentale, anche se si batte per il benessere e l’inclusione sociale di tutte le persone portatrici di disabilità di vario genere, né può considerarsi un erogatore di servizi  ma una vera e propria palestra di civismo che, sulla scia del pensiero di Basaglia, educhi ad una visione nuova sia della salute mentale, sia dello stare insieme come comunità e solleciti, stimoli e aiuti i servizi sempre alla ricerca del massimo bene possibile in primo luogo degli utenti, ma anche delle famiglie che maggiormente risentono della situazione. Crediamo nel valore delle alleanze da costruire e ricostruire con pazienza senza concedere spazio ad attacchi disordinati rivolti a bersagli sbagliati che minano il rapporto di fiducia reciproca e il riconoscimento di ruoli e responsabilità, indispensabili per stabilire e mantenere una interlocuzione efficace con le istituzioni. Occorre in sostanza sforzarsi di mantenere un clima relazionale sempre positivo e  unità di intenti.

Questi sono i motivi che ci spingono a non poter condividere critiche sommarie espresse con linguaggi e toni talora aggressivi non supportate da corrette informative e riscontri oggettivi emerse di recente su alcune testate di stampa locale.

Naturalmente in questo contesto parlo come presidente dell’Associazione Alchimia e mi assumo tutti gli oneri derivanti da ciò che dirò.

In primo luogo chi lamenta il disagio profondo nel quale versano pazienti e famiglie degli utenti del nostro centro di salute mentale non tiene conto di alcuni dati di realtà anche per una inadeguata informazione.

Cominciamo col dire che a Frascati non esiste  un Centro diurno accreditato a livello regionale per mancanza di requisiti strutturali e quindi le attività e le funzioni riabilitative attualmente fanno capo al centro diurno di Ciampino ed è di tutta evidenza che questo costituisce un problema non certo irrisolvibile ma che comunque ci pone davanti ad un dato di cui prendere atto. In buona sostanza dovremmo tutti: associazione, pazienti, familiari, insieme agli operatori del CSM, ai responsabili del DSM e ai vertici della ASL, impegnarci per trovare una soluzione a questo annoso problema e dare atto al personale medico e paramedico che il lavoro che viene, comunque svolto, è frutto di qualcosa di importante, sempre legato all’esigenza della tutela della salute mentale più che a obblighi burocratici.

Le attività più volte riattivate e sospese, sono il risultato di una situazione sanitaria generale di evidente pericolosità, rivendicare la necessità di una cura maggiore dei pazienti è giusto senza però dimenticare che dobbiamo tutti obbedire a disposizioni vincolanti non arbitrarie che nascono dalla recrudescenza del virus nelle sue varianti, quindi non ci sembra corretto addossare le responsabilità di quanto non funziona nei servizi sugli anelli più deboli di una catena di responsabilità molto lunga. E’ stato spiegato ampiamente quando e perché non si può lavorare in presenza e non ci tornerò sopra anche per non offendere l’intelligenza di chi vorrà leggere questa mia lettera a aperta.

L’Associazione Alchimia, che mi pregio di rappresentare, fa del suo meglio per tenere in vita, tra gli iscritti, spirito di socialità e di solidarietà. L’attività preziosa della COSMIC SBAND, grazie agli strumenti informatici adeguati, permette a coloro che lo vogliono di partecipare ad eventi e realizzare prodotti musicali di valore, penso all’ultimo brano elaborato: CHE CANTANO I POETI ANDALUSI DI ORA, penso alla produzione del CD  “CANZONI SBANDATE”, alla realizzazione di cinque video musicali e ai prossimi probabili impegni in autunno, speriamo in presenza. Penso anche alla collaborazione e partecipazione di Alchimia al progetto IO LEGGO.

Per il momento, tenere in vita Alchimia, pensiamo alle difficoltà nelle quali ci siamo imbattuti per avviare il tesseramento dell’anno in corso, significa muoversi su un doppio binario: portare avanti le iniziative possibili, conservare attraverso esse lo spirito di solidarietà che ci ha sempre caratterizzato.

Occorre alla fine segnalare che oggi più che nel passato occorre essere iscritti all’Associazione per partecipare, quando sarà possibile in presenza, alla rete di informazioni che navigano attraverso le varie chat. Iscriversi quindi non è un atto formale ma un modo anche per partecipare criticamente alla vita democratica di Alchimia.

Siamo tutti soggetti a commettere errori l’importante è lavorare nel rispetto delle singole prerogative senza dare per scontato che la ragione sia sempre e solo dalla parte di chi alza di più il tono della discussione.

Questa lettera aperta nasce con una duplice valenza. In primo luogo la necessità, da parte mia, intervenire su una gamma di questioni che cominciano a far parte di un sentire non sempre corretto e a cui bisogna dare una giusta collocazione dialettica e un’adeguata risposta.

In secondo luogo sento di dover dire che in realtà stiamo costruendo un terreno di confronto democratico, in grado di rilanciare la nostra associazione possibilmente allargandone i confini.

Carlo Colognese
Presidente dell’Ass. Alchimia

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